ICT

La vastità del campo di applicazione dell’informatica implica una capacità di specializzazione che si matura con anni di esperienza e la guida di progetti ambiziosi.

Seguire il cliente nella sua evoluzione aziendale è da sempre la nostra missione. Sin dai primi anni ’90 abbiamo contribuito alla diffusione dell’ICT in settori manifatturieri e di servizi che si affacciavano all’adozione delle nuove tecnologie.

Ogni passaggio tecnologico a cui abbiamo contribuito ha portato con se profonde revisioni e razionalizzazioni organizzative e la capacità per i nostri clienti di rispondere in maniera più efficiente alle esigenze dei propri clienti/utenti.

Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti e questo ci spinge a guardare sempre al futuro, forti di un passato importante e gratificante. L’ICT è uno dei principali driver dello sviluppo economico e sociale ed è importante far parte di questo processo che in pochi anni ha trasformato radicalmente il modo di produrre e comunicare in tutti i settori di attività.

Clinic Dialog

Cos’è ClinicDialog

ClinicDialog è una piattaforma di interazione tra gli attori della filiera del sistema sanitario.
Viene utilizzato sia in ambito territoriale che ospedaliero.
Attiva un dialogo su casi specifici o su dati aggregati fra i soggetti nel processo di assistenza.
ClinicDialog è event driven, attiva dialogo e raccolta dati al verificarsi di una o più condizioni precedentemente concordate in un’ottica di piena condivisione.

Efficacia economica del governo clinico
  • Le azioni di promozione dell’appropriatezza sono le uniche in grado di garantire come effetto collaterale la sostenibilità economica del sistema con forti riduzioni percentuali della spesa
  • Il governo clinico necessita della leale collaborazione di tutti gli attori di ciascuna filiera
  • Condizione necessaria è il recupero della piena fiducia, lealtà, condivisione degli obiettivi, adeguati sistemi di monitoraggio

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Arianna

Una soluzione evidence-based al tema dell’appropriatezza prescrittiva in medicina generale – Il caso Molise

Introduzione

La totale salvaguardia delle prerogative professionali dei medici di medicina generale in un progetto di ottimizzazione dell’attività diagnostico – terapeutica sembrerà ai più una mera utopia.

L’approccio alla razionalizzazione della spesa è spesso lasciato all’inventiva dei singoli cost-controller che prima che sull’evidenza si basano sul convincimento personale e sui pochi elementi di cultura in circolazione nell’ambiente.FILO DI ARIANNA-stampa digitale su plexiglas 160x55

Con Arianna sono stati introdotti numerosi elementi di innovazione nel processo di razionalizzazione della spesa, il primo dei quali è non puntare direttamente all’obiettivo della riduzione dei costi. Un’apparente contraddizione che invece rappresenta il passaggio fondamentale per non impattare duramente con due aspetti inamovibili: il diritto alla miglior cura per il paziente, la tutela dell’autonomia professionale per l’operatore.

Attraverso la messa a frutto di alcune esperienze svolte dall’Istituto di farmacologia clinica e sperimentale dell’Università di Messina, diretto dal Prof. Achille Caputi e dai suoi allievi, è stato possibile attivare un meccanismo di formazione che tali studi hanno dimostrato essere il più efficace e compatibile col nostro complesso scenario di azione.

La metodologia audit & feedback

Un esperienza condotta presso l’ASL di Ragusa tra il 1996 ed il 1998[1] ha consentito di dimostrare la maggiore efficacia delle iniziative formative basate sull’audit & feedback rispetto ai semplici aggiornamenti professionali.

La profondità della modificazione dell’approccio alla patologia da parte del MMG e la sua persistenza nel tempo dimostrano l’efficacia del sistema, pur evidenziando una certa complessità nell’impianto iniziale del progetto. Non si può pretendere, d’altra parte, di affrontare un tema così delicato senza creare un terreno appropriato su cui coltivare un vero e proprio cambiamento culturale.

Un esperimento successivo, svolto presso l’Asl Caserta/1 ha consentito di consolidare i risultati metodologici ed affinare il meccanismo d’azione della metodologia. Inoltre, la rilevazione dei dati di risultato ha confermato quanto già emerso a Ragusa: il cambiamento di atteggiamento prescrittivo è profondo e persistente, va nella direzione dell’adesione ai Percorsi Diagnostico Terapeutici (PDT) emersi dall’analisi delle evidenze, soprattutto nella fase successiva alla presentazione dei dati di risultato alla comunità medica che volontariamente ha inteso aderire al progetto formativo.

 

L’appropriatezza prescrittiva come valore

Fornire una prestazione appropriata al Paziente significa offrirgli il meglio che le evidenze scientifiche abbiano fin’ora dimostrato. Perseguire l’obiettivo dell’appropriatezza rappresenta dunque il miglior modo per difendere e sviluppare il diritto alla salute del Paziente.

D’altronde, per l’operatore, l’applicazione delle evidenze scientifiche rappresenta il gold standard, un elemento che, tra l’altro, lo pone al riparo da qualsiasi possibile chiamata in responsabilità sia nei confronti del paziente che del sistema sanitario per conto del quale egli svolge la propria attività professionale.

L’azienda sanitaria trova nell’applicazione dell’EBM la garanzia del miglior utilizzo delle risorse che mette a disposizione per la cura dei propria Assistiti.1

E’ dunque l’appropriatezza prescrittiva basata sulle evidenze il punto di composizione degli interessi e delle aspirazioni degli attori coinvolti nel processo. Un idillio si dirà, un vero e proprio paese dei balocchi in cui tutti sono felici. Non è esattamente così, ci sono attori non ancora nominati che potrebbero ritenersi svantaggiati dallo sviluppo dell’applicazione dell’EBM. Tuttavia non sempre è così. Industria farmaceutica ed erogatori di servizi in genere (farmacie, centri specialistici, ecc.) debbono scorgere nello sviluppo dell’appropriatezza prescrittiva l’unica via possibile per un governo di tipo clinico del sistema. L’alternativa a ciò ci è ben nota: il taglio delle spese basato su iniziative regolatorie di carattere amministrativo.

La ricerca dell’appropriatezza rappresenta dunque il miglior modo possibile di tutelare le conquiste raggiunte sul piano dell’assistenza sanitaria e gli operatori lungimiranti sanno che un quadro gestionale stabile è il solo che consente di poter pianificare investimenti (nel campo della ricerca per l’industria farmaceutica, nel campo delle tecnologie e dell’edilizia per gli altri erogatori di prestazioni sanitarie). Alle farmacie consentirebbe di poter drasticamente ridurre i costi finanziari della propria attività che sono divenuti assolutamente insostenibili e rappresentano una gravissima inefficienza di un sistema che, già a corto di risorse, si consente il lusso di far sedere al tavolo dei commensali le istituzioni finanziari nelle loro varie declinazioni.

L’inappropriatezza come patologia del sistema

Se l’appropriatezza costituisce la condizione fisiologica ottimale per il sistema, è evidente che l’inappropriatezza costituisce la patologia da individuare e sconfiggere. La proposta di questa it-auditschematizzazione viene da un lavoro in corso di pubblicazione[2] che analizza il tema dell’inappropriatezza come una vera e propria patologia: “Sindrome degenerativa della prescrizione diagnostico – terapeutica in Medicina Generale. Andamento cronico con riacutizzazioni locali periodiche”.

L’etiologia indicata dagli autori è assolutamente condivisibile:

  • Ridotta capacità del MMG di avere una visione critica degli studi scientifici portati alla sua attenzione
  • Scarsa abitudine alla ricerca costante delle informazioni che riguardano i profili di sicurezza dei principi attivi e, soprattutto, delle loro interazioni e controindicazioni
  • Scarsa conoscenza ed abitudine all’utilizzo dell’EBM
  • Il contatto frequente tra MMG e informatore scientifico del farmaco è fortemente associato con prescrizioni a costi più alti[3] e comporta maggiori probabilità che i medici esprimano opinioni che portano a prescrizioni non necessarie, rispetto ai medici che hanno contatti meno frequenti[4]

Anche la sintomatologia è piuttosto riconoscibile:

  • Elevata variabilità prescrittiva[5]
  • Predilezione dell’esperienza personale a scapito delle evidenze
  • Scarso ricorso alla terapia empirica basata sull’evidenza per le piccole patologie con rinuncia frequente alla propria funzione clinica
  • Irrazionale scelta della via di somministrazione[6]

Per quanto riguarda la terapia dell’inappropriatezza, gli autori indicano una soluzione basata sul meccanismo dell’audit & feedback, da opporre a quelle che essi stessi indicano come terapie palliative: la terapia chirurgica (Delisting radicale o parziale delle prestazioni mediante interventi regolatori, note AIFA)  e quella Medica (Terapia di prima generazione: corsi di aggiornamento).

Fin qui i modelli teorici, naturalmente da mettere a confronto con gli uomini e le donne che debbono concretizzarli. L’aspetto della comunicazione, ad esempio, è particolarmente rilevante per la buona riuscita di questi progetti. Al di qua (dal lato dell’azienda) debbono esserci persone che oltre ad aver ben compreso il meccanismo formativo, abbiano rispetto per gli interlocutori (MMG e PLS), attraverso questo, con un’azione coerente e paziente, riusciranno ad ottenerne la fiducia necessaria.

Dall’altra parte pesano anni di sollecitazioni “a risparmiare”, tentativi di imporre regole, visioni, schematismi quasi mai applicabili, oltre ad un peso burocratico in talune fasi francamente inaccettabile.

Affrancarsi da questo passato necessita di impegno e di tempo.

Arianna nell’ASL 3 Centro Molise

L’esperienza di Arianna in Molise, ha preso le mosse dall’ASL 3 “Centro Molise”.

La prima fase del lavoro è consistita nel presentare il progetto, la sua logica, i suoi animatori a MMG e PLS. Alla prima riunione di presentazione hanno partecipato pochi pionieri (MMG) che già al secondo “tentativo” erano più che raddoppiati. I professionisti hanno da subito rappresentato la loro disponibilità ad offrire una partecipazione attiva al progetto in cambio di “ascolto”.

Sono seguite fasi di trattativa per stabilire i parametri di partecipazione e di incentivazione alla partecipazione: qui una primo rilevante elemento di innovazione rispetto alle esperienze precedenti.c_molise

L’accordo prevede il raggiungimento di parametri quali-quantitativi sia in termini di partecipazione (65% della popolazione MMG) che di qualità dei dati forniti (continuità correttezza e completezza).

Inoltre, sul piano degli incentivi essi sono per la stragrande maggioranza subordinati al raggiungimento degli obiettivi di qualità clinica.

Il flusso dati che alimenta il feedback verso i medici partecipanti, prevede l’invio nei primi 5 giorni lavorativi del mese, dei dati prescrittivi (farmaci) corredati dalla diagnosi motivante ciascuna prescrizione, espressa mediante il codice ICD-9.

Il tracciato record, denominato Panoramamica, è stato messo a punto nel 1999 ed annovera più di 10 software di gestione ambulatoriale “compatibili” con questo standard.

L’analisi delle prescrizioni motivate è un altro elemento di innovazione rispetto alle macro analisi di tipo consuntivistico (spesa, numero di prescrizioni, ripartizione per ATC, ecc.).

La prescrizione di taluni tipi di farmaci infatti presenta uno spettro di applicazioni molto vasto (è il caso ad esempio degli antibiotici ATC=J).

Figura 1. – Specificità di indicazioni delle diverse classi terapeutiche nel database Arianna

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La maggiore altezza dei segmenti rosso + arancione indicano che la classe terapeutica ha un campo di applicazione identificabile, un’associazione molto ben definita farmaco – patologia.Come si può notar ela classe degli antibiotici ha la più bassa

 

Inoltre, la segnalazione della diagnosi motivante della prescrizione consente di ricostruire un quadro clinico complessivo del paziente che spesso può essere determinante per la valutazione dell’appropriatezza prescrittiva (analisi delle co-morbilità).

Infine, è possibile in questo modo ricostruire mappe epidemiologiche dettagliatissimi sia dal punto di vista geografico (aree rurali vs aree urbane), sia per stratificazioni di sesso ed età.

Una banca dati multidimensionale, dunque, basata però, ed è molto importante sottolinearlo, su informazioni facilmente riscontrabili. Altre esperienze analoghe, infatti, risultano auto-referenziali poiché non vengono incrociate con altri flussi dati (flusso dati prescrizioni farmaceutiche, ricoveri, specialistica ambulatoriale, anagrafe assistiti ed esenzioni, ecc.).

Inoltre la banca dati ha la caratteristica di essere non-invasiva nell’attività ambulatoriale del MMG e PLS partecipante (è ben tollerata) ed ha tra i suoi effetti concomitanti un notevole incremento di qualità nel corredo informativo legato al paziente che ciascun professionista coltiva all’interno del suo sistema gestionale.

Il gruppo di lavoro del progetto

Il progetto è portato avanti da un gruppo di lavoro costituito dal 8 tutors (7 MMG , 1 PLS), 1 esperto di epidemiologia, 1 esperto della banca dati, dal coordinatore (medico) del gruppo di lavoro (unico rappresentante dell’Azienda).Collaboration-570x380

Compiti principali del gruppo di lavoro sono:

  • La selezione delle patologie da affrontare nel programma formativo della durata di un anno
  • La scelta degli esperti di patologia che affiancano il gruppo di lavoro sul singolo argomento
  • La predisposizione dei Percorsi Diagnostico Terapeutici condivisi (PDT) inerenti ogni singola patologia
  • La valutazione dei dati prescrittivi pre e post intervento formativo

I tutor, provenienti dai 5 distretti dell’ASL integrati da due colleghi con esperienze nel campo degli studi clinici, rappresentano il punto di riferimento per i partecipanti al progetto, sia dal punto di vista tecnico che medico-scientifico.

Gli argomenti prescelti per i primi incontri

Tra le nove patologie prese in esame dal gruppo di lavoro, sono state prescelte per motivi “didattici” due patologie introduttive: Cistite e infezioni delle alte vie respiratorie. Le due patologie sono completamente nel dominio del MMG e PLS ed hanno consentito di affrontare numerosi temi tra i quali ricordiamo la qualità degli studi clinici. Sulla cistite, ad esempio, l’assemblea ha ricevuto l’indicazione delle diverse opzioni terapeutiche previste dall’Evidence Based Medicine.

Gli studi in esame riportavano la possibilità di ricorrere al Cotrimoxazolo nelle aree in cui le resistenze batteriche non eccedessero il 20% dei casi. A tal proposito, grazie anche alla collaborazione col Laboratorio di Analisi dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, è stato possibile accertare le resistenze dei più frequenti agenti patogeni e decidere per l’adozione del Cotrimoxazolo come farmaco di prima linea.

Nel caso delle infezioni delle alte vie, è stato possibile allargare il discorso a considerazioni di farmacocinetica a biodisponibilità preparando un importante incontro sul tema della corretta scelta della via di somministrazione nella terapia antibiotica che costituisce uno dei temi “caldi” del profilo dei consumi nella nostra Regione. L’incontro viene preparato anche grazie ai dati del database che è in grado di fotografare il fenomeno sia dal punto di vista dell’indicazione per cui viene prescelta la terapia antibiotica iniettiva, sia la stratificazione per età dei pazienti.

Gli appuntamenti formativi successivi riguarderanno temi molto più scottanti, poiché coinvolgono il tema dell’induzione: malattie acido-correlate, osteoartrosi.

Gli ultimi due appuntamenti del primo ciclo riguarderanno un tema strategico: valutazione e gestione del rischio cardiovascolare.

Monitoraggio delle prescrizioni, primi dati epidemiologici e di farmaco utilizzazione

A titolo esemplificativo, essendo ancora poco numerosi i dati prescrittivi pervenuti, riportiamo le principali motivazioni di prescrizione per i pazienti trattati con farmaci da parte del primo campione di medici partecipanti al progetto che hanno inoltrato la loro attività prescrittiva.

E’ bene precisare che non si tratta di dati di prevalenza data la brevità del periodo analizzato e del non avere rapportato i casi alla popolazione assistibile da parte dei MMG partecipanti.

Tavola XX – Percentuale per problema di salute dei Pazienti mono-politerapia (prime 20 diagnosi)

Patologia % Montante % % Politerapia
IPERTENSIONE ESSENZIALE 18,2% 18,2% 31,3%
OSTEOARTROSI E DISTURBI SIMILARI 5,3% 23,5% 7,8%
DISTURBI DEL METABOLISMO DEI LIPIDI 4,5% 28,0% 11,0%
DIABETE MELLITO 3,8% 31,7% 25,8%
FARINGITE ACUTA 3,1% 34,9% 5,7%
TONSILLITE ACUTA 2,8% 37,7% 2,1%
GASTRITE E DUODENITE 2,6% 40,3% 7,4%
CISTITE 2,5% 42,8% 5,8%
MALATTIE DELL´ESOFAGO 2,3% 45,0% 5,3%
ALTRE FORME DI ISCHEMIA CARDIACA CRONICA 2,0% 47,1% 28,2%
FORME E COMPLICAZIONI MAL DEFINITE DI CARDIOPATIE 1,8% 48,9% 41,2%
ASMA 1,8% 50,8% 22,5%
CARDIOPATIA IPERTENSIVA 1,6% 52,4% 35,8%
DISTURBI DEPRESSIVI NON CLASSIFICATI ALTROVE 1,5% 53,8% 9,0%
BRONCHITE E BRONCHIOLITE ACUTE 1,4% 55,3% 9,2%
DISTURBI DEL RITMO CARDIACO 1,3% 56,6% 16,2%
INFEZIONI ACUTE DELLE VIE RESPIRATORIE SUPERIORI A LOCALIZZAZIONI MULT. 1,3% 57,9% 6,4%
MIOCARDIOPATIE 1,3% 59,2% 24,8%
BRONCHITE CRONICA 1,3% 60,6% 22,9%
IPERTROFIA DELLA PROSTATA 1,3% 61,9% 17,4%

 

  1. Caputi AP et Al., J Antimicr Chemother 1998; 41: 259-266
  2. Piacentini N, Di Luccio A, Un approccio Evidence based al tema dell’Appropriatezza prescrittiva
  3. Watkins C, et al. Qual Saf Health Care 2003; 12: 29-34
  4. Watkins C, et al. BMJ 2003; 326: 1178-1179
  5. Bjerrum L, et al. Scand J Prim Health Care 2000; 18: 94-98
  6. Caputi AP, et al. J Antimicr Chemother 1998;  41: 259-266

Business intelligence

Le organizzazioni raccolgono dati per trarre informazioni, valutazioni e stime riguardo al contesto aziendale proprio e del mercato cui partecipano (ricerche di mercato e analisi degli scenari competitivi), esse utilizzano le informazioni raccolte attraverso una strategia di business intelligence per incrementare il loro vantaggio competitivo.

Con business intelligence vengono individuati sia i più tradizionali sistemi di raccolta dei dati finalizzati ad analizzare il passato o il presente e a capirne i fenomeni, le cause dei problemi o le determinanti delle performance ottenute, sia i sistemi più rivolti a stimare o a predire il futuro, a simulare e a creare scenari con probabilità di manifestazione differente.BI3

Questi sistemi sono da sempre stati realizzati con differenti strumenti software di reporting, di analisi OLAP e così via e di software applications, cioè contenenti vere logiche e regole applicative, rivolte al “performance management” (ad es. le applicazioni per le balanced scorecards o per il ciclo di budgeting e forecasting aziendale, all’ottimizzazione di alcune decisioni operative (ad es. nel campo dei trasporti e della logistica o del revenue management) oppure finalizzate alle previsioni e alle predizioni future, impiegando funzioni statistiche anche molto sofisticate.

Business intelligence copre quindi ad un campo molto ampio di attività, sistemi informativi aziendali e tecnologie informatiche finalizzate a supportare, e quando possibile automatizzare, processi di misurazione, controllo e analisi dei risultati e delle performance aziendali: sistemi di reporting, infografica, cruscotti dinamici, sistemi di analisi storica, sistemi di allarme su fuori norma e processi di decisione aziendale in condizioni variabili di incertezza (sistemi di previsione, di predizione, di simulazione e di costruzione di scenari alternativi, ecc.), il tutto integrato nel classico processo generale di misurazione, analisi, decisione, azione.

Generalmente le informazioni vengono raccolte per scopi direzionali interni e per il controllo di gestione. I dati raccolti vengono opportunamente elaborati e vengono utilizzati per supportare concretamente, sulla base di dati reali ed aggiornati, le decisioni di chi occupa ruoli direzionali. Obiettivo è capire l’andamento delle performance dell’azienda, generare stime previsionali, ipotizzare scenari futuri e future strategie di risposta.

In secondo luogo le informazioni possono essere analizzate a differenti livelli di dettaglio e gerarchico per qualsiasi altra funzione aziendale: marketing, commerciale, finanza, gestione e costi del personale.

Le fonti informative sono generalmente interne, provenienti dai sistemi informativi aziendali ed integrate tra loro secondo le esigenze. In senso più ampio possono essere utilizzate informazioni provenienti da fonti esterne come esigenze della base dei clienti, pressione stimata degli azionisti, trend tecnologici o culturali fino al limite delle attività di spionaggio industriale.

Ogni sistema di business intelligence ha un obiettivo preciso che deriva dalla vision aziendale e dagli obiettivi della gestione strategica di un’azienda.

Noi portiamo le tecnologie della BI in settori nuovi per rendere sempre più oggettive ed utili le analisi e le decisioni assunte dal management aziendale. Uno dei settori più interessanti in cui applichiamo queste tecniche è quello della qualificazione della spesa sanitaria.

Social Identity

Con la definitiva affermazione dei social network, nessuna campagna informativa o pubblicitaria può prescindere dalla multicanalità.

I servizi che offriamo sono di orientamento per il cliente e giungono alla creazione dell’immagine coordinata, degli stampati, del sito web e della sua connessione coi profili social che ogni attività economica

oggi deve avere per moltiplicare le opportunità di business ed accedere a mercati domestici e remoti contenendo i costi e massimizzando il valore estratto dalla propria offerta di prodotti o servizi.

I principali servizi offerti in questo campo sono:

  • Analisi del business
  • Scelta degli strumenti e dei linguaggi di comunicazione
  • Studio/aggiornamento dell’immagine coordinata
  • Progettazione degli strumenti istituzionali di presenza
  • Produzione di software di supporto all’attività di marketing
  • Produzione dei materiali, dei profili social e dei siti web istituzionali e tematici

Formazione

A cosa serve una sofisticata analisi se non produce cambiamento? Per questo ci occupiamo di formazione. La formazione è il naturale sbocco delle conoscenze acquisite mediante le tecniche di Business Intelligence.

Il nostro approccio alla formazione è dunque evidence based ed è in grado di mettere a valore gli investimenti effettuati nel campo dell’estrazione di conoscenza dai dati aziendali.

Le tecniche utilizzate sfruttano le potenzialità messe a disposizione dalle tecnologie digitali, abbattendo le barriere spazio-temporali mediante la formazione a distanza, supportata da piattaforme di apprendimento open source come Moodle.moodle logo

Le sessioni formative sono interattive e sviluppate spesso con tecniche del training on the job per ottenere un’immediata attuazione di quanto appreso in sessione teorica.

Nelle sessioni frontali vengono utilizzati strumenti di voting in tempo reale mediante l’uso degli smartphone dei partecipanti connessi ad una rete wifi appositamente allestita nell’aula. In questo modo i votopartecipanti sono totalmente immersi nel tema ed interagiscono in tempo reale contribuendo ad incanalare l’esposizione verso i temi di approfondimento più interessanti per l’uditorio. Un’esperienza immersiva ed indimenticabile che massimizza il valore del tempo e delle risorse investite.

Domotica

Una casa intelligente, a portata di mano, da poter controllare e gestire dal proprio telefonino, tablet, PC.

Attivare allarmi, innaffiare il giardino, gestire le funzioni della propria casa con sistemi modulari che possono essere sviluppati nel tempo conservando l’infrastruttura originale. Tutto questo è possibile grazie alla domotica ed alle sue 1.000 possibilità, con soluzioni adatte anche ad abitazioni di vecchia e vecchissima Domotica costruzione, senza stendere un solo cavo, grazie alle onde convogliate che trasmettono i comandi sulla stessa rete elettrica della casa, anche a prova di anziano. I vecchi interruttori, infatti continueranno a funzionare come prima ma saranno trasformati in interruttori domotici grazie a minuscoli dispositivi da installare nelle cassette di derivazione, senza alterare l’estetica dell’abitazione, senza cambiare gli interruttori.

Una unità centrale potrà gestire il tutto, creando, ad esempio, degli scenari di illuminazione attivabili da un interruttore preesistente e che spengono le luci di tutta la casa, accendendo soltanto quelle del vostro angolo di lettura, di relax, di ascolto della vostra musica preferita.

Famiglia digitale

La digitalizzazione delle nostre vite apre possibilità virtualmente illimitate di interazione, approfondimento e socializzazione. Parallelamente pone genitori, figli, nonni difronte a scenari totalmente nuovi.famiglia

Per cogliere tutte le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, che non si identificano con la sola rete Internet, è importante essere preparati e costruire una rete di regole e valori digitali condivisi.

Anche l’aspetto economico è molto importante: acquisto, manutenzione, aggiornamento e riparazione dei dispositivi possono avere costi eccessivi se non si è in grado di orientarsi correttamente.

Per questo Compuservice ha pensato all’iniziativa Una serata a tavola col computer, un incontro tra i nostri specialisti in campo tecnologico e pedagogico e una famiglia.

La serata prevede una panoramica sulle tecnologie digitali disponibili, alcuni divertenti cenni storici ed una sessione su minacce ed opportunità offerte dalle tecnologie digitali.A tavola

Le famiglia ospite può scegliere un tema di approfondimento tra i seguenti:

  • Fotografia digitale
  • Video digitali
  • La rete internet
  • I social network
  • Salviamo l’hardware
  • La conservazione dei ricordi digitali
  • Il gaming

La serata si conclude a tavola con una cena nel corso della quale si discutono le proprie esperienze, le cose apprese e vengono proposte le regole per l’equilibrato utilizzo dei dispositivi nell’arco della giornata. Un modo originale e divertente per trascorrere una serata insieme, imparando cose nuove ed affrontando temi fonamentali per il futuro di genitori e ragazzi.

Per saperne di più e prenotare puoi inviare un whatsapp 3290546159

Chi siamo

CompuService è nata nel 1989. La sua attività ha da sempre fatto perno sulla diffusione delle nuove tecnologie per sviluppare efficienza e nuovi scenari organizzativi nei settori di attività di cui si è occupata.
Dal 1995 CompuService si occupa di informatica sanitaria nel campo della messa in efficienza dei processi gestionali e produttivi. Particolare rilievo è stato attribuito alla diffusione dell’appropriatezza nelle procedure diagnostico-terapeutiche.
Strumenti preferiti sono l’automazione e la comunicazione. Due aspetti allo stesso modo rilevanti nel migliorare i processi di un settore che ha ampi margini di intervento per ridurre inefficienze, sprechi e, non di rado, occasioni di uso distorto delle risorse.
Punti di forza sono le tecniche di data mining utilizzate per far emergere pattern comportamentali sia nel campo delle buone pratiche che in quello dei comportamenti distorti.
Sono numerose collaborazioni in qualità di esperti attive con Istituzioni in ambito di indagini della Magistratura Ordinaria e Contabile.
La società è in grado di proporre analisi dettagliate dello stato dei processi, soluzioni tecnico-organizzative e servizi reali per il raggiungimento di importanti obiettivi economici.
Ambito di attività sono le Aziende sanitarie pubbliche e private. L’azienda esprime importanti professionalità che spaziano dalle tematiche specifiche della medicina, dell’organizzazione, dell’informatica e del data-entry.
Non ultime sono da segnalare le soluzioni della linea Ulisse/Emerodromos ed il nuovissimo ClinicDialog per la raccolta dati diffusa all’interno di organizzazioni complesse, mediante tecnologia web pura e che consentono di raccogliere informazioni non gestite da sistemi informativi dedicati ma che rivestono particolare rilevanza per l’Ente o l’Azienda interessata.